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Il Rogolone, la grande quercia
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IL ROGOLONE, LA GRANDE QUERCIA

Su un pianoro nel comune di Grandola ed Uniti a 479 m si trova "Il Rogolone" una grossa quercia plurisecolare che misura 25 metri in altezza e 8 metri di circonferenza, riconosciuta come monumento naturale e simbolo del Parco Val Sanagra.

- Punto di partenza: Menaggio;
- Itinerario: Menaggio – Cardano – Gonte – Rogolone – Velzo – Codogna – Mulino Vecchia Chioderia – Piamuro - Menaggio;
- Durata globale del percorso:
ore 4.30;
- Segnaletica: alcuni cartelli;
- Dislivello: 279m;
- Difficoltà: abbastanza facile.

Percorso:  A Menaggio, da Piazza Garibaldi, si percorre Via Calvi; si attraversa la statale e si imbocca Via Caronti sul lato sinistro della chiesa di S.Stefano, in fondo si gira a destra e dopo ca. 30 m. a sinistra in Via C. da Castello. I resti del Castello lasciano immaginare quale doveva essere la sua struttura in epoca medioevale. Esso fu infatti distrutto dai signori delle Leghe Grigie nel 1523 e completamente smantellato. All'incrocio con via Strecioum si prende a sinistra la lunga scalinata (Via Rezia) che finisce in un sottopassaggio. Percorso il sottopassaggio, s'imbocca Via Monte Grappa, che dopo 300 m sbuca sulla statale 340, e la si attraversa.
Dopo aver risalito la breve scalinata si imbocca a destra la pista ciclopedonale che segue le tracce dell'ex-ferrovia della linea Menaggio - Porlezza.

La linea ferroviaria tra Menaggio e Porlezza, inaugurata nel 1884, nacque allo scopo di incrementare il turismo del nord Europa verso la regione dei laghi. Arrivati in treno a Lugano, i passeggeri proseguivano con il piroscafo fino a Porlezza e da qui con il treno fino a Menaggio. Tra le due guerre mondiali, fino al 1939, la linea ferroviaria venne sfruttata come sistema di trasporto locale, per poi cadere in abbandono al termine della seconda guerra mondiale.

Si entra in una valle e si attraversa una galleria lunga 90 m per giungere al comune di Grandola ed Uniti (377 m). Più avanti la pista si interrompe sulla Strada Provinciale di Grandola. Si gira a destra per raggiungere il bellissimo centro storico di Cardano che si raggruppa attorno a Villa Bagatti Valsecchi.

Le origini della Bagatti Valsecchi risalgono al '600 anche se tra il '700 e il '900 l'edificio venne ampliato e rialzato. La villa è organizzata attorno a due cortili posti su due livelli: uno si rivolge verso il torrente offrendo la visuale sulle spumeggianti acque del Sanagra che scorrono 90 metri più sotto; l'altro è in stretto rapporto con il centro storico di Cardano.

Oltrepassata la chiesa dedicata a S. Caterina si giunge di nuovo sulla S. P. di Grandola. La si attraversa e si prende Via Gonte che conduce al centro storico di Gonte. Dalla piazza, dove si trova la chiesa di S. Giovanni Battista, si imbocca Via alle Vigne sul lato destro della chiesa. La carrareccia scorre lungo la Val Menaggio affiancata sulla sinistra dal Monte Crocione (1640 m) e dal Monte Galbiga (1698 m) e sulla destra dal Monte Grona (1736 m). Dopo ca. 1 km, al bivio all'altezza di una casa, si tiene la destra. Dopo un breve tratto nel bosco si passa davanti ad una piccola cappella votiva e, dopo ca. 500 m si giunge ad un bivio dove si prende a destra. Si prosegue in leggera salita in mezzo a prati e boschi e, superati due piccoli guadi, si giunge ad un bivio dove si prende a sinistra (cartello Rogolone). Il percorso prosegue nel bosco per arrivare, dopo un ultimo ripido strappo, alla radura dove si trova il Rogolone, la grande quercia plurisecolare (pannello informativo con informazioni sull'albero secolare). Dopo aver ammirato la quercia, s'imbocca il sentiero che lascia la radura in alto sulla destra la direzione di Velzo (cartello). Dopo aver percorso un tratto nel bosco si arriva in ca. 40 minuti all'abitato rurale di Velzo. Si attraversa la carrozzabile che sale a Naggio, e si percorre Via Cima che conduce al centro di Velzo. Presso la casa dove si divide la stradina si tiene la destra (Via Gottro) e, sempre tenendo la destra, si sbuca su una piazzetta con una cappelletta dove si imbocca la Via Leopardi sulla sinistra, giungendo ad un lavatoio. Si attraversa di nuovo la carrozzabile e si prende la mulattiera che scende a Codogna costeggiando la bellissima chiesa parrocchiale di S. Siro.

Si raggiunge Villa Camozzi, sede del Municipio e del Museo Etnografico e Naturalistico Val Sanagra, aperto ogni ultima domenica del mese, da maggio a settembre ogni seconda ed ultima tel. 0344 32115. La villa fu edificata nel settecento e si presenta come una classica dimora di quell’epoca.

Si attraversa la carrozzabile nei pressi del centro sportivo e per Via Mulino si scende al fiume Sanagra, seguendo le indicazioni per l'agriturismo La Vecchia Chioderia, antica fabbrica di chiodi e serrature, sorta sulle rovine di un precedente mulino. Ora essa è diventata un allevamento di trote, nonché agriturismo, ottimo luogo per gustare le specialità locali. Si attraversa il ponte e si prende lo sterrato (a destra) lungo il fiume per giungere in breve alla Fornace Galli, un'antica fabbrica di mattoni.

La fornace è un esempio di archeologia industriale: al suo interno si trovano un forno di cottura e gli impianti necessari per la lavorazione dell'argilla tramite la forza motrice dell'acqua. L'edificio, restaurato e messo in funzione, è la sede del Parco Val Sanagra.

Si prosegue sul percorso 4 per raggiungere la località Mulino della Valle dove si prende la sinistra in direzione Piamuro. Dopo aver superato la cappella dell'Artus, si giunge alla località Piamuro, un vasto pascolo. Da qui si scende lungo la carrozzabile verso la località Loveno per arrivare alla chiesa di San Lorenzo con la sua facciata barocca.

Loveno era storicamente meta di soggiorno per famiglie patrizie che vi edificarono importanti dimore. E’ il caso di villa Garovaglio, e di Villa Mylius Vigoni di proprietà della Repubblica Federale Tedesca e sede del centro culturale italo tedesco Villa Vigoni, che organizza convegni ad alto livello. La villa e il suo parco sono visitabili su prenotazione tel. 0344 361232.

Si scende lungo Via Garovaglio per poi imboccare sulla destra Via XXIV Maggio che passando per la villa Belfaggio sbuca in Via Sauro. Seguendo i cartelli si sfruttano le varie scorciatoie per arrivare di nuovo a Menaggio. 

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