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Da Menaggio a Porlezza
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 tunnel sul ex-ferrovia nei pressi di Cardano  Cardano

DA MENAGGIO A PORLEZZA LUNGO LE TRACCE DELL'EX FERROVIA 

Sulle tracce dell'ex linea ferroviaria che correva tra Menaggio e Porlezza, questo itinerario collega il Lago di Como al Lago di Lugano e tocca la Riserva Naturale Lago di Piano. Percorribile a piedi o - ancora meglio - in bicicletta. Si precisa che alcuni tratti si svolgono lungo strade aperte al traffico automobilistico.

  •  Itinerario: Menaggio - Grandola - Bene Lario - Carlazzo -  Porlezza
  •  Punto di partenza : imbarcadero di Menaggio
  •  Lunghezza : 12,5 km
  •  Dislivello : 250 m
  •  Segnaletica :
  •  difficoltà: facile
  • tempo di percorrenza: 3h30 a piedi - 1h30 in bicicletta
  • collegamenti: La linea di autobus C12 collega  Menaggio e Porlezza. L'autobus non effettua il trasporto di biciclette

La linea ferroviaria tra Menaggio e Porlezza, inaugurata nel 1884, nacque allo scopo di incrementare il turismo del nord Europa verso la regione dei laghi. Arrivati in treno a Lugano, i passeggeri proseguivano con il piroscafo fino a Porlezza e da qui con il treno fino a Menaggio.  

Tra le due guerre mondiali, fino al 1939, la linea ferroviaria venne sfruttata come sistema di trasporto locale, per poi cadere in abbandono al termine della  seconda guerra mondiale.

La vecchia stazione ferroviaria di Menaggio, che si trovava nei pressi dell'imbarcadero in via IV Novembre, oggi è adibita a sede del "Consorzio Agrario Migross Market". Da qui ha inizio il percorso: attraversata via IV Novembre e raggiunto il distributore di benzina, si seguono le indicazioni per l'Ostello della Gioventù (Youth Hostel). Occorre poi proseguire dritto sullo sterrato per ca. 500 m. Al tornante girare a destra e salire la ripida strada che conduce lungo il fianco del Monte Crocetta.

Per superare il dislivello di 170 m fra Menaggio (207 s.l.m) e Cardano (377 s.l.m), la linea ferrata quindi si dirigeva dapprima verso sud in direzione di Griante, poi i convogli, grazie ad una particolare manovra definita "regresso", tornavano indietro salendo per proseguire in direzione nord.

Giunti ad un bivio si prende a sinistra la strada che attraversa una serie di piccoli avvallamenti. Appena oltrepassato un residence di nuova fattura, la via Privata Fratelli Castelli sbuca sulla strada statale 340 che collega Menaggio a Lugano. Con molta attenzione la si attraversa seguendola a sinistra, in salita, fino al successivo tornante dove si imbocca la ciclopedonale. Il primo tratto richiede una certa attenzione poiché è transitabile anche alle automobili fino a che si incontra una rotonda seguita da un'area di sosta provvista di una fontana e di alcune panchine. Il percorso si addentra poi nella valle passando per  una galleria lunga 90 metri ed entrando nel territorio di Grandola ed Uniti. Si sbuca su una stradina. Ignorando la strada in discesa a destra che porta all'agriturismo Barcola, proseguire a sinistra per ca. 250 m lungo la pista che si interrompe sulla S.P. di Grandola.

Si attraversa la  S.P.  di Grandola e si imbocca la strada (attenzione al traffico) a sinistra seguendo il cartello per le frazioni. Dopo ca. 300 m si gira a sinistra in via Gonte . Dopo ca. 400 m si prende a sinistra via Cascinello Rosso (attenzione al traffico, non siete su una pista ciclabile) che dopo altri 400 m sbuca sulla statale 340. La si attraversa seguendo le indicazioni per Bene Lario/Grona e dopo 200 m si riprende la pista ciclabile sulla destra.

Si costeggia una bella piana affiancata dal Monte Crocione 1640 m e dal Monte Galbiga. Vicino al paese di Grona la pista si interrompe. Proseguire a destra lungo via Cascine che, dopo un centinaio di metri finisce in via Artigianato e Industrie. Giunti ad un incrocio, si riprende la pista ciclo pedonale (cartello per Lago di Piano). Dopo un tratto tranquillo nel bosco si entra nel territorio della Riserva Naturale Lago di Piano. Si passa accanto al campeggio Ranocchio e, superato l'ingresso, si prosegue costeggiando la riva del piccolo lago. Si giunge alla Casa della Riserva con l'annessa area picnic, l'ufficio informazioni e un piccolo eco-museo (per informazioni: tel. 0344 74961).

Segue un breve tratto non particolarmente attraente che attraversa un'area industriale. Sulla sinistra si intravede il montecchio chiamato Brione, alla cui base si vede un antico crotto destinato a centro di promozione dei prodotti locali. Alzando lo sguardo è possibile vedere anche il borgo rurale di Castel S. Pietro. E' consigliata la deviazione per visitare questo piccola frazione di antiche case addossate le une alle altre con un'unica via d'accesso, che attraversa un portale ad arco. Le murature in sasso e gli stretti passaggi sono elementi architettonici che richiamano il passato medievale della fortificazione.
Proseguendo sulla pista ciclabile si attraversa un bel ponte di legno sul fiume Cuccio. Si segue il corso del fiume fino a incrociare la strada provinciale 14. Si prosegue a destra per ca. 100 metri, quindi bisogna attraversare la strada ed imboccare via Prati che conduce al complesso residenziale di Porto Letizia. Sul lato sinistro dell'edificio principale del complesso, riprende la pista ciclabile che costeggia il lago. Superato il ponticello sul fiume Val Rezzo, si scendono alcuni gradini per proseguire sul lungo lago di Porlezza fino alla fermata dell'autobus C12.

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