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Da Cavargna a San Lucio
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 LAKE COMO, MENAGGIO, VAL CAVARGNA  lake como, san lucio, monte garzirola, val cavargna

Passeggiata per coste e dorsali erbosi all’oratorio di San Lucio (alt. 1542m.), posto sul valico di confine tra la Val Colla (Svizzera) e la Val Cavargna (Italia), in passato via di transito molto battuta. Vicino si trova il Rifugio San Lucio e più in alto il Rifugio Garzirola

ITINERARIO : Cavargna – Monti Coloné – San Lucio
DURATA DI SOLO ANDATA ORE: 2.00
DISLIVELLO: 471 m
SEGNAVIA : fino ai Monti Coloné rosse-bianche-rosse con n°3 barrato
DIFFICOLTA’: percorso di medio impegno fisico per via della forte pendenza
COLLEGAMENTI : per Cavargna in autobus C14
                            in auto: per s.s. 340 fino a Carlazzo, poi per s.p.10 fino a Cavargna

PERCORSO: Dalla fermata dell’autobus di Cavargna, il comune più alto della provincia di Como posto a 1071 m di altitudine, ci si porta alla chiesa parrocchiale; il paese conserva poco della sua struttura originaria, persino la chiesa parrocchiale è stata ricostruita nel 1967.  Si prende il sentiero sul lato sinistro della chiesa che in ripida salita porta in pochi minuti alla colonia, valido punto d’appoggio per chi percorre il sentiero delle 4 Valli, trekking di 50 km percorribile in tre giorni, da Breglia nel comune di Plesio a Dasio in Valsolda sopra il  Lago di Lugano.  Continuando a salire si entra nella stretta e ripida Val Marda, al limitare di un magnifico faggeto denominato “Bosco Sacro” che costituisce una valida barriera paravalanghe.  Superato il torrente della Val Molino e risalita l'altra parte della valle si giunge ad un bivio dove si prosegue a destra sulla carrareccia che conduce in salita all’agglomerato di Monti Coloné (alt. 1400m) in posizione panoramica sulla valle. All’altezza della fontana si seguono le tracce a destra che puntano alla larga dorsale principale. Tra prati e cespugli si giunge alla chiesetta dell’oratorio di San Lucio sull’omonimo passo, in corrispondenza del confine svizzero ( alt. 1542m). 

La chiesa, del Quattrocento, ha sempre costituito un punto di riferimento culturale e devozionale  per la gente dei due versanti.  All’interno vi sono dipinti che vanno dal XV al XVII secolo e una statua lignea quattrocentesca raffigurante il santo.  
San Lucio era un pastore che offriva ai poveri il formaggio, che il suo padrone gli dava come paga, il formaggio si moltiplicò miracolosamente provocando l’invidia del padrone che così finì per ucciderlo. 
Divenne il patrono dei mandriani e dei formaggiai.  IL 12 luglio si celebra la festa in onore del Santo, ma viene commemorato anche in occasione della Sagra di S. Rocco il 16 agosto. 
Il vicino rifugio San Lucio era una ex caserma della Guardia di Finanza in funzione dal 1903;  i militari vigilavano il confine, sbarrato da una lunga rete metallica detta “ramina”, per individuare eventuali azioni di contrabbando.  Questa attività consisteva nel passare clandestinamente la frontiera con merce varia, in modo da evitare i dazi doganali.  Nella zona della Val Cavargna, sia per la sua posizione geografica sia per il fatto che nei tempi passati i valligiani conducevano una dura vita di privazione, il contrabbando era protagonista della realtà locale.  Il distaccamento di San Lucio venne soppresso negli anni 60, la casermetta, abbandonata, andò in degrado, ma nel 1999 cominciarono i lavori per adibirla a rifugio  Si ritorna a Cavargna percorrendo a ritroso il Tragitto di andata.

VARIANTE al Rifugio Garzirola:
dal rifugio S. Lucio, proseguendo lungo il costone, si perviene al Rifugio Garzirola, posto a 1974 metri slm. e da lì ala vetta della Garzirola 2103 m (ore 1.30 da San Lucio - dislivello 561 m.

CURIOSITA’: di fronte alla chiesa parrocchiale di Cavargna si trova il Museo della Valle. 
Orario di visita: Sabato e Domenica 14,00 – 17,00 da Pasqua al 1 Novembre, altri giorni su richiesta.  Per informazioni tel. 0344 63261.  Si tratta di una raccolta di tipo etnografico, dove i pezzi reperiti sono stati collocati ricostruendo il loro originario contesto ambientale e mostrano i mestieri tradizionali del contadino, dell’alpigiano, del boscaiolo, del mugnaio, del fabbro e del magnano ma anche la vita quotidiana dei valligiani.

 

 

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